Il rumore

BOSCO ITALIA SPA isolamento acustico

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II rumore è sempre originato da un fenomeno vibratorio, che può essere indotto a sua volta da fenomeni fisici di varia natura: meccanica, fluido dinamica, elettromagnetica, termica. Esempi di queste "categorie" di rumore possono essere:
• il rumore di una pressa, generato attraverso diversi meccanismi (impatto, risonanza di parti meccaniche, getti d'aria compressa, movimentazione degli organi meccanici ecc.);
• il rumore che fuoriesce da una turbina a gas o da un ventilatore (attenzione a non confondere la propagazione del rumore con il movimento delle particelle d'aria: si tratta di due fenomeni diversi, che possono essere associati, ma il rumore non viene "trasportato" dal flusso dell'aria);
• il rumore generato dalla magnetostrizione del nucleo di ferro di un trasformatore;
• il rumore dovuto alla combustione a fiamma di una caldaia o della fusione ad arco del metallo;
• il rumore generato da un forno a induzione. La causa generatrice del rumore origina sempre un movimento ondulatorio del mezzo elastico che circonda la sorgente di rumore: questo movimento delle molecole che costituiscono il mezzo è di natura meccanica (a differenza dei fenomeni elettromagnetici, che non inducono alcun movimento di particelle di materia). Dal punto di vista dell'accoppiamento tra sorgente e mezzo di propagazione si possono distinguere tre situazioni:
• la sorgente trasmette direttamente il movimento all'aria ambiente (rumore trasmesso per via aerea);
• la sorgente trasmette il movimento a un fluido in moto all'intermo di un condotto (problema rilevante negli impianti idraulici, oleodinamici, di aria compressa, di ventilazione ecc.);
•  la sorgente genera vibrazioni in elementi strutturali che divengono sorgenti secondarie di rumore, trasmettendo energia acustica all'aria (rumore trasmesso per via strutturale).
Il rumore può pertanto essere definito come un "suono indesiderato", che nasce da un fenomeno di natura vibratoria e si propaga in un mezzo elastico (di solito l'aria). All'interno di un contesto industriale le sorgenti di rumore più ricorrenti sono costituite da:
• macchine isolate (ossia sorgenti definite da fatto di possedere organi in movimento, definizione in accordo con la direttiva UE 89/392/CEE) [1];
• impianti (intesi come insiemi di macchine utilizzate ai fini della trasformazione di un prodotto);
•  impianti ausiliari (intesi come macchine o insiemi di macchine e condotti utilizzati per il condizionamento degli ambienti, per l'aspirazione dell'aria o di polveri, per la fornitura di aria compressa o di gas tecnici, per l'azionamento di dispositivi oleodinamici ecc.);
• mezzi di movimento (muletti, camion, mezzi di movimento terra ecc.).
Solitamente macchine e impianti vengono "racchiusi" dall'involucro edilizio, il classico "capannone industriale", mentre impianti ausiliari e mezzi di movimento sono spesso posti all'esterno o, comunque, svolgono una funzione che richiede necessariamente il contatto con l'ambiente esterno. Spesso, dunque, sono proprio questi ultimi che provocano i maggiori problemi di insonorizzazione di tipo acustico, per due ordini di motivi:
• sono sovente trascurati in fase di progettazione del layout industriale, in quanto non facenti parte "direttamente" del ciclo produttivo;
• la loro collocazione è spesso scelta in modo affrettato, poco prima di attivare gli impianti, senza porre cura al problema del rumore emesso verso l'ambiente esterno e relativi accorgimenti di insonorizzazione. A questo proposito vorremmo richiamare il fatto che dal 1995 la Legge Quadro sull'inquinamento acustico richiede che, in fase preliminare all'attivazione di un nuovo impianto industriale, sia prodotto un documento chiamato "Vantazione dell'Impatto Acustico Ambientale", che ha appunto il senso di evitare conflitti con chi risiede in prossimità del nuovo impianto. La vantazione dell'impatto acustico deve essere redatta secondo le linee guida che ogni Regione italiana ha pubblicato (in tempi diversi e, in alcuni casi, ancora da pubblicare). Tale valutazione deve tenere conto non solo del rispetto dei limiti assoluti di emissione e immissione (stabiliti in base alla classificazione acustica del territorio), ma anche del criterio differenziale, laddove esistano abitazioni. Quest'ultimo aspetto è solitamente il criterio più restrittivo e difficile da rispettare, per molti motivi, fra cui:
• non sempre l'impianto industriale lavora in condizioni "stazionarie", dunque occorre prevedere l'impatto acustico nelle diverse possibili fasi del processo;
• il criterio differenziale si basa sul concetto di differenza fra il "rumore ambientale" (quello immesso da tutte le sorgenti di rumore presenti sul territorio) e il "rumore residuo" (immesso in un punto da tutte le sorgenti a esclusione della sorgente specifica di cui si deve valutare l'impatto); dunque, il criterio differenziale dipende fortemente dal rumore residuo, il quale per sua stessa natura è un parametro assolutamente difficile da caratterizzare; si aggiunga che le sorgenti dovute al traffico stradale, ferroviario e aeroportuale sono trattate e insonorizzate separatamente;
• il criterio differenziale deve essere verificato all'interno delle abitazioni a finestre chiuse e aperte; in quest’ultimo caso è necessario che il tecnico acustico sia in grado di poter valutare non solo il livello sonoro che incide sulla facciata dell'edificio ricettore, ma anche l'effetto della diffrazione ai bordi dell'apertura. Sia l'attività di insonorizzazione e risanamento acustico (di un sito industriale esistente), sia l'attività di valutazione previsionale di un nuovo impianto devono partire da una accurata individuazione delle sorgenti sonore (esistenti o future). Queste dovranno essere caratterizzate in termini di emissione sonora, ossia attraverso un dato che esprima in modo complessivo l'energia sonora totale emessa da tale sorgente. Il dato che più si presta a tale obiettivo è la potenza sonora, definita come l'energia acustica emessa nell'unità di tempo dalla sorgente, che si può determinare con una delle seguenti modalità:
• misura sulla sorgente in sito;
• misura sulla sorgente in laboratorio;
• valore ricavato dai dati del costruttore;
• valore stimato sulla base di dati di letteratura.

 

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Diagnostica e progettazione acustica -
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